mercoledì 15 giugno 2011

'O SCUGNIZZO
Post n°37 pubblicato il 13 Giugno 2011 da lauraocchineri2
Tag: VIDEO MIO







La macchietta napoletana dello scugnizzo consentì a Don Rafele, nel 1906, di essere elogiato da una persona importante della storia contemporanea, il re Vittorio Emanuele III, che trovandosi presso la Gelateria Siciliana situata nell’Esposizione in Piazza D’Armi di Milano, rimase esterrefatto dalla bravura del noto macchiettista.



Il personaggio popolare del teatro vivianeo conquisterà l’attenzione di molti intellettuali, critici, artisti e studiosi, tanto che Don Rafele sarà considerato lo scugnizzo per antonomasia, e nelle sue divertenti interpretazioni verrà acclamato con plausi e ovazioni. Eduardo Scarpetta, un altro grande attore del teatro napoletano, ammirando Viviani nel suo ruolo di ragazzino monello, espresse un bellissimo elogio, e ci tenne a precisare che lo scugnizzo sebbene è una macchietta napoletana comica, nasconde tuttavia un velo di amarezza

...“fra il riso spunta cocente una lagrima”.



Lo scugnizzo vivianeo è molto vivace, egli compie sulla scena capriole, atti pittoreschi, burle, rispecchia profondamente le sue origini e il suo modo di essere un ragazzino monello e sfacciato; un “tipo” preso dalla strada che vivendo in squallidi quartieri e in vicoli degradati di Napoli si diverte a compiere misfatti e azioni alquanto scellerate.

Nessun commento:

Posta un commento